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venerdì 28 marzo 2014

Scandalo on-stage

Nel 1894 si esegue per la prima volta il poema sinfonico "Prélude à l'après-midi d'un faune" (Preludio al pomeriggio di un fauno) di Claude Debussy (1862 - 1918).
Per la stesura di questa opera il compositore si ispirò al poema di Stéphane Mallarmé "L'après-midi d'un faune". Fu concepita inizialmente, infatti, come sottofondo musicale a questa opera letteraria, e doveva comprendere più movimenti di respiro più ampio. Lo spettacolo però, non andò mai in scena, e la musica non fu mai completata, spingendo Debussy a dare una forma finita al solo Prélude.
Il poema narra di un fauno, che risvegliatisi da un sonnellino pomeridiano, rievoca un sensuale incontro mattutino con delle ninfe.
La musica rispecchia e amplifica lo spirito sensuale del poema a cui è ispirata, utilizzando come tema principale una melodia cromatica discendente ed ascendente affidata al flauto.
Nel 1912, Il "Prélude" diventa un balletto, grazie al genio sfrontato di Diaghilev e alla coreografia di Nijinsky (gli stessi del "Sacre du printemps" di Stravinsky!).
I movimenti di questo balletto sono lontanissimi dalla danza accademica delle punte e delle piroette: si svolgono principalmente nella fascia più vicina al pubblico del palcoscenico, in linee rette e quasi in due dimensioni, richiamando la linee degli antichi vasi greci. Il fauno, in particolare, assume sempre posizioni molto "spigolose", con le caratteristiche gambe e braccia piegate, e le mani aperte in posizione rigida.
L'elemento straordinario, e scandaloso per l'epoca,  di questo breve balletto (poco più di 10 minuti!) è senza dubbio la storia narrata, soprattutto nel finale.
Distaccandosi infatti, dal poema di Mallarmé, il fauno di Diaghilev non riesce a conquistare le ninfe e conclude il suo pomeriggio con un evidente atto di autoerotismo con il velo di una di loro.
Scandaloso!
Vi lascio all'interpretazione di Rudolf Nureyev, e all'immaginazione di cosa possa essere successo tra il pubblico durante la prima, dopo aver assistito al primo atto di autoerotismo in scena.                                                                                                                                                                                                                               


venerdì 10 gennaio 2014

Syrinx

Una triglia di 3 minuti, oggi, con il flauto come unico protagonista.
Questa composizione, di Claude Debussy (1862 - 1918), è la prima importante composizione per flauto dopo quasi 150 anni di storia, in cui nessuno se lo è filato, ed una pietra miliare del repertorio.
Ho scelto l'interpretazione di Emmanuel Pahud, un flautista svizzero-francese, perché é di una bravura sensazionale (oltre ad essere un bell'uomo...). Ha una imboccatura così naturale che sembra che non soffi affatto!
Riguardo al titolo del pezzo, Syrinx (siringa, in italiano) è uno dei nomi del flauto di Pan. Il mito narra di Pan, che si innamora perdutamente di Syrinx, una ninfa figlia della divinità fluviale Ladone. Ma la ninfa, che non condivide i suoi sentimenti, al tentativo di approccio di Pan corre via terrorizzata ed inorridita dal suo aspetto fino a che, resasi conto di non potergli sfuggire, si mette a pregare le sue sorelle di mutarle forma. La metamorfosi avviene sotto gli occhi di Pan, che riesce ad abbracciare solo un ciuffo di canne e si dispera, sospirando. Ma il suono dolce prodotto dal vento che spira in quel momento proprio tra quelle canne incanta Pan, che crea uno strumento musicale tagliandone una in segmenti diseguali e saldandoli tra loro con della cera, dandogli il nome della sua ninfa, Syrinx.
Il pezzo ha un'atmosfera misteriosa e sensuale, che credo si adatti perfettamente al personaggio di Pan.